Tu sei in..: Home Etruschi

Gli Etruschi

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

Secondo un racconto di Erotodo (Storie I, 94 : V sec. a .C.), sotto il regno di Atis, figlio di Manes, tutta la Lidia sarebbe stata afflitta da una grave carestia. Per diciotto anni vissero in questo modo. Ma il male, lungi dal cessare, si aggravava sempre più. Allora il re divise il suo popolo in due gruppi: quello estratto a sorte sarebbe rimasto, l'altro avrebbe cercato fortuna altrove.
Alla testa dei partenti pose suo figlio, chiamato Tirreno. Dopo aver costeggiato molte coste e aver visitato molti popoli giunsero nel paese degli umbri e vi costruirono varie città in cui tuttora abitano. Ma mutarono il nome di lidii in un altro, tratto dal figlio del re che li aveva guidati: prendendo il suo stesso nome si chiamarono tirreni.

Numerose erano le città etrusche, tra le quali erano importanti, nella zona meridionale, Cerveteri, Tarquinia (all'epoca chiamata Tarchna), Vulci, Tuscania, Veio, Volsinii e Sovana; in quella centrale Chiusi, Cortona, Arezzo, Perugia, Roselle, Vetulonia, Populonia; in quella settentrionale Pisa, Fiesole, Volterra, governate prima da re, poi da oligarchie. Tali città si raggruppavano talora in confederazioni o leghe di natura religiosa.
Raggiunsero ad avere una certa ricchezza grazie allo sfruttamento delle terre coltivate a frumento, degli allevamenti animali, e attraverso lo sfruttamento di miniere e conseguente traffico di materie.

Il massimo della prosperità e di espansione lo raggiunsero verso la metà del Vi secolo A.D., ottenendo l'egemonia su tutta la penisola italica, sul Mar Tirreno e, grazie all'alleanza con Cartagine, sul Mediterraneo Occidentale. L'arresto della loro espansione cominciò invece sul finire del secolo e fu seguito da declino nel V secolo a.C.. Prima fu Roma a liberarsi dalla loro supremazia con la cacciata, verso il 510 a.C., dei Tarquini; poi se ne liberarono i Latini, ed i Sanniti.Con la discesa dei Galli i centri etruschi della pianura Padana furono travolti

Nel 295 a.C., coalizzati con gli Umbri, i Galli e i Sanniti, furono sconfitti dai Romani nella battaglia di Sentino: nel giro di qualche decennio furono completamente assoggettati da Roma che li incluse, mediante trattati particolari, nella serie dei suoi alleati nella penisola, finché non concesse loro la cittadinanza romana dopo la Guerra Sociale del 90 a.C., mediante la lex Julia dell'89 a.C.

Lo sviluppo della civiltà etrusca è da attribuirsi essenzialmente a due fattori : il fiorente commercio diretto in particolare verso Oriente, che non

di rado assunse i caratteri di una vera e propria razzia: gli Etruschi, infatti, seppero essere anche abili e temibili pirati, e il monopolio del ferro, ma anche l’estrazione di altri metalli, come il bronzo, il rame, il piombo e l’argento.

La civiltà etrusca era strutturata secondo un’oligarchia, dove al vertice della struttura sociale c’era l’aristocrazia, che esercitava un potere assoluto e teneva in una condizione semi-servile il resto della popolazione, formata da contadini, pastori, artigiani e così via.

A casta aristocratica amava il lusso e l’ostentazione dello stesso, soprattutto in eventi quali matrimoni e funerali, ottime occasioni per pavoneggiarsi e mostrare le ricchezze della propria casata (questa caratteristica ci viene testimoniata oggi dalle pitture e dai corredi funerari ritrovati nelle numerose tombe sparse sul territorio della Toscana meridionale e dell’alto Lazio), ottenendo un certo consenso sociale.

La dinastia e il culto degli antenati era molto importante, in quanto legittimazione del potere del passato, presente e futuro, tanto più la stirpe era potente. Il prestigio dei principi etruschi, infine, era stabilito per investitura degli dei, e ciò li poneva assolutamente al di sopra del resto della popolazione.

Al sommo della gerarchia della società ci sono i re, poi i condottieri (le gerarchie militari), infine i magistrati, una classe chiamata a deliberare in una specie di Senato, unica assemblea politica etrusca.

Il potere dei magistrati era tale, che il loro “princeps”, eletto una volta l’anno, in talune situazioni, poteva addirittura sostituire il re.

Al di sotto di tutte queste categorie , erano i domestici, che costituivano un’altra ricchezza delle caste maggiori. Infatti, avere un numero maggiore di domestici, significava avere più potere. Sul gradino più basso c’erano i servi di campagna, che lavoravano in pessime condizioni, dall’alba al tramonto…assimilabili ad animali da soma.

Per quanto riguarda l’artigianato, erano maestri nella lavorazione dei metalli e della terracotta, e le tecniche venivano tramandate gelosamente di generazione in generazione. Splendide erano le lavorazioni orafe, per creare gioielli da esibire negli eventi di maggior spicco.

Tuttavia, il carattere introverso del popolo etrusco, nè causo il veloce declino.

Procedi al Negozio

Up

Concetti chiave

Categorie

Prodotti casuali

Vittoriato imperatore Filippo 249 d.C.
Vittoriato imperatore Filippo 249 d.C.
€3,00
Maglietta Legio I Minervia
Maglietta Legio I Minervia
€20,00

ETRome Carrello


Il carrello è vuoto.

Up





Sesterzo di Giulia Paola 239 d.C.
Sesterzo di Giulia Paola 239 d.C.
€45,00

HYDRIA
HYDRIA
€108,00

Ariballo globulare a figure nere h cm 23
Ariballo globulare a figure nere h cm 23
€154,00

Vittoriato romano anonimo
Vittoriato romano anonimo
€3,00

Sesterzo di Geta 209 - 212 d.C.
Sesterzo di Geta 209 - 212 d.C.
€45,00

Urna cineraria villanoviana
Urna cineraria villanoviana
€135,00

CRATERE CON VOLUTE
CRATERE CON VOLUTE
€1.200,00

Statuetta Grifone h cm 12
Statuetta Grifone h cm 12
€45,00

Up

Page loaded in: 0,006 sec.